Intestino e cervello, grasso viscerale e sottocutaneo.

In questo articolo vorrei porre l’accento sull’importanza del trattamento dell’intestino più che sull’organo adiposo. Siamo abituati a pensare all’intestino come a un organo che trasforma il cibo in energia e questo è vero, ma l’intestino è molto di più che un trasformatore di energia, l’intestino è un vero e proprio informatore.

Chi è il destinatario e quali informazioni partono dall’intestino?

L’intestino informa il cervello su tutto quello che abbiamo appena mangiato, gli ormoni che circolano nel nostro sangue. Il continuo contatto con le cellule immunitarie e con i batteri intestinali lo rende estremamente aggiornato. Inoltre l’intestino è l’organo sensoriale più grande del corpo, più grande anche della pelle. L’intestino percepisce la vita interna dell’organismo che pulsa e comunica attraverso il nervo vago con il cervello che è invece l’organo più protetto e isolato che abbiamo. Il nervo vago funziona come un centralino collegato al cervello che trasmette tutte le informazioni che arrivano dall’intestino. Il nervo vago costituisce il più importante e rapido collegamento tra cervello e intestino. Quando siamo ansiosi o tesi c’è chi lamenta di avvertire dolore alla pancia, chi ha continue scariche di diarrea, chi diventa stitico. Potremmo pensare che il cervello influenzi le capacità digestive dell’intestino. Questo è vero ma in parte. In realtà è vero anche che l’ intestino è capace di influenzare il nostro stato d’animo. Infatti è stato scoperto che le comunicazioni tra cervello e intestino avvengono per l’ottanta per cento in direzione intestino-cervello e solo per il venti per cento in direzione cervello-intestino

Vediamo quali sono le aree del cervello che ricevono i segnali dall’intestino e perché è così importante questa comunicazione.

Le aree del cervello che ricevono i segnali dell’intestino, attraverso il nervo vago sono: insula, sistema limbico, corteccia prefrontale, amigdala, ippocampo e corteccia cingolata anteriore. Queste sono le aree corrispondenti alle funzioni di senso del sè, elaborazione dei sentimenti, etica, paura, memoria e motivazione. Ecco come l’intestino influisce sul nostro umore. A livello inconscio influisce anche sulla memoria, sulla concentrazione, sulla fiducia e di conseguenza anche sull’ autostima. Intestino, cervello e stress.

Stress- cervello -intestino

Sembra che intestino e cervello si aiutino a vicenda nella gestione dello stress. Quando abbiamo un grosso problema tipo fretta o rabbia, il nostro cervello ha bisogno di energia, che prende in prestito principalmente dall’intestino. L’intestino risparmia dunque energia nella digestione, produce meno muco e riduce la propria irrorazione sanguigna. Nelle fasi di stress il cervello quindi prende in prestito troppa energia. In condizioni di emergenza è stato dimostrato che nell’intestino sopravvivono batteri diversi rispetto a quelli esistenti nei periodi di relax, inoltre un’irrorazione insufficiente e l’assottigliamento del mantello protettivo delle mucose indeboliscono le pareti intestinali; le cellule immunitarie emettono allora una quantità particolarmente elevata di molecole segnale che sensibilizzano sempre di più il cervello intestinale. Pasti frettolosi, litigi, notizie al TG. e qualsiasi tipo di stress attivano nervi che frenano la digestione; di conseguenza, non solo ricaviamo meno energia dal cibo, ma affatichiamo anche l’intestino.

La serotonina (l’ormone della felicità) viene prodotto per il 95% nelle cellule dell’intestino.

 

 

 

La digestione dei grassi

A livello propriamente digestivo è importante sapere che nell’intestino tenue, tramite il circolo linfatico, avviene l’assimilazione dei grassi. I trigliceridi emulsionati dalla bile e idrolizzati dall’enzima lipasi passano dal lume intestinale e subiscono nuove modifiche per avviarsi successivamente nei vasi chiliferi formando una sostanza lattiginosa chiamata chilo. I vasi latteali si fondono per formare vasi linfatici più grandi che trasportano il chilo nel dotto toracico da dove viene riversato nel circolo sanguigno nella vena succlavia. Qui i grassi entrano nel circolo sanguigno, che li trasporterà ai tessuti e, in particolare, gli acidi grassi rilasciati possono essere acquisiti dal tessuto adiposo sotto forma di trigliceridi. Un intestino tenue contratto farà fatica a spingere il chilo verso la cisterna del Pecquet e verso il Terminus. Lo stesso percorso della linfa proveniente dagli arti inferiori. Pertanto un intestino costipato, rigido non aiuterà il passaggio dei liquidi verso l’alto favorendo il formarsi dell’edema agli arti inferiori. L’ intestino sano sarà quindi sicuramente un valido alleato contro gli inestetismi della cellulite e un intestino sano e ben nutrito aiuterà sicuramente anche il nostro umore.

Il trattamento dell’intestino con la tecnica celluleasy®

La tecnica di massaggio celluleasy® dà molta importanza al trattamento dell’intestino, ne prevede infatti il massaggio classico come per le tecniche di massaggio estetico al fine di favorire la peristalsi intestinale e la conseguente disintossicazione.

Alla tecnica di massaggio classico, viene aggiunto il massaggio dell’intestino tenue. Lo scopo del massaggio infatti è quello di favorire il rilassamento della tonaca muscolare del sistema digestivo, favorire l’assorbimento dei grassi, influenzare la regressione del grasso viscerale, favorire la digestione proteica e glucidica e perchè no? Migliorare l’umore.

Dopo questa manovra le clienti riferiscono maggiore aderenza della regione lombare al lettino, senso di abbandono e rilassamento generale, forte attenuazione del gonfiore addominale, maggiore ampiezza di respirazione, senso di rilassamento e di pace. Il pannicolo adiposo addominale superficiale invece viene trattato con la stessa metodica del pannicolo adiposo degli arti inferiori. Tale manovra provoca iperemia (arrossamento) e sensazione di calore, il tessuto “granuloso” gradatamente diventa più morbido e uniforme. Le clienti riferiscono di percepire molto calore sull’ addome, un profondo senso di rilassamento e abbandono di tutta la zona che si irradia anche alle gambe.

Due metodi diagnostici di verifica: impedenziometria e lastre termografiche

Ho provato due metodiche diagnostiche diverse per verificare l’effettiva riduzione sia del grasso viscerale che il rimodellamento del grasso addominale. Ecco i risultati della sperimentazione sull’adiposità addominale. Per questa raccolta dati, mi sono avvalsa della collaborazione del Dott. Stefano Restani, medico chirurgo, specializzato in Dermatologia e Venereologia, esperto in Alimentazione, Omeopatia e Omotossicologia. Il Dottor Restani, ha raccolto i dati tramite un apparecchio di tecnologia biomedicale (Bioimpedenziometria quantitativa e qualitativa della composizione corporea) che misura l’analisi clinica della composizione corporea. I dati sono stati raccolti all’inizio della prima seduta e di nuovo alla nona seduta, ultima seduta prevista. Le volontarie non hanno cambiato stile di vita durante le 9 settimane di prova. Il fine era quello di valutare se tra la prima e la nona seduta si fossero verificati dei cambiamenti sul tessuto adiposo addominale (grasso viscerale). Questo strumento rileva la variazione sulla adiposità addominale per cm2. Volevo capire se il trattamento particolare dell’addome avesse un riscontro positivo sulla riduzione del grasso viscerale. Adiposità addominale per cm2 AAT 

 

In questa tabella vediamo, espressi in unità per cm2, i dati relativi all’adiposità addominale. I dati evidenziati in verde indicano una diminuzione quelli in rosso un aumento. Possiamo notare una diminuzione della adiposità addominale in quasi tutte le volontarie con punte importanti di 30,6 e 53,8 unità. Questo dato riferisce una diminuzione del tessuto adiposo addominale, avvalorando l’ipotesi che le manovre sull’intestino tenue e crasso agiscano veramente sull’assorbimento dei grassi!

Il grasso viscerale è diagnosticabile con strumenti complessi che richiedono l’aiuto di un medico o di una persona specializzata. Il grasso sottocutaneo invece è facilmente diagnosticabile con lastre termografiche. In classe le allieve hanno potuto fare i confronti durante i tre giorni di corso apprezzando i risultati fin da subito.

La lastra termografica evidenzia con i colori marrone chiaro e scuro la presenza di adipe morbido e duro nella zona addominale bassa. Rilevando il calore ci permette infatti di riconoscere esattamente lo spessore e la posizione dell’adipe. In questo modo possiamo decidere il trattamento più appropriato con estrema precisione, e siamo anche in grado di apprezzarne il risultato insieme alla cliente. E’ possibile confrontare infatti i vari step fotografando il risultato di volta in volta e mettendolo a confronto

In questo confronto possiamo vedere l’effettiva riduzione del pannicolo adiposo dopo 6 sedute con la tecnica celluleasy. Il dispositivo è semplice da usare e non è assolutamente invasivo.

I temi delle sperimentazioni sulla tecnica celluleasy e il capitolo dedicato all’intestino li troverai più approfonditi nel mio libro “CELLULEASY-l’altro sguardo sulla cellulite” in vendita in vendita su Amazon.

Fonti: Bottaccioli, Francesco. Psiconeuro Endocrino Immunologia – I fondamenti delle relazioni mente-corpo. Le basi razionali della medicina integrata. Red Edizioni, Milano 2005. Cagnoni, Matteo. Se la pelle parlasse. Tecniche Nuove Edizioni, Milano 2012. Adler, Yael. La pelle felice. Cos’è, cosa la nutre e perché ci dice chi siamo. Garzanti Edizioni, Milano 2016 Enders, giulia. L’intestino felice. Sonzogno Edizioni, Venezia 2015. 121